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PIN UP: Fascino Immortale

PostDateIconMartedì 31 Agosto 2010 10:21 | PostAuthorIconScritto da Cristina Babusci | PDF | Stampa | E-mail

A pochi passi da Los Angeles si svolge annualmente un festival davvero singolare.

Nella suggestiva cornice della Queen Mary, attraccata nel porto di Long Beach ha luogo l’ “Ink and Iron”, una manifestazione che racchiude tutto il fascino degli anni Cinquanta.

In questi mesi ci siamo imbattuti in un revival della moda verso lo stile Fifties; dalle ultime rivisitazioni degli abiti visti sulle passerelle agli accessori; ma qui non troveremo nulla di simile. Niente fashion victim dunque, ma solo nostalgici di decenni passati che vivono la loro vita alla ricerca di tutto ciò che è vintage.

La parola vintage “d’annata” è stata presa in prestito dal’enologia per indicare indumenti originali di un’epoca precedente. Usato ma non solo. Tra i tanti stand che si incontrano si possono trovare anche abiti apparentemente nuovi che possiedono ancora il tag originale, senza dimenticare tutta la parte dedicata al retrò: capi di attuale produzione che imitano alla perfezione il taglio, le stoffe e i dettagli dello stile dell’epoca.

Abitini che fasciano i fianchi nelle fantasie più divertenti che vanno dal floreale al pois, pantaloni Capri a vita alta, bustier e gonne a ruota, sono solo alcuni dei capi d’ abbigliamento che possiamo ammirare in dosso a donne bellissime che rispecchiano alla perfezione lo stile pin up. Immancabili anche gli accessori come l’inseparabile ombrellino per ripararsi dai raggi del sole, le cinte per far risaltare ancor di più il punto vita, occhiali in plastica con montature dai colori più accessi come il rosso, il verde ed il giallo e l’immancabile fiore tra i capelli.

Uno stile di vita che non si ferma solo all’abbigliamento, ma si estende anche ai gusti musicali ed alle automobili. Una sfilata di auto d’epoca, arricchite dai più impensabili accessori splendono sotto la luce del sole attirando una folla di curiosi. Immancabili i concerti e gli spettacoli di Burlesque che già da qualche anno impazzano anche in Italia.

Un clima davvero inconsueto dove si può gustare per pochi giorni un vero e proprio ritorno al passato.

 

PH Cristina Babusci

 

ABITI COME “IPER-ACCESSORI”: LA COUTURE D’AVANGUARDIA DI DE BIASE

PostDateIconMartedì 31 Agosto 2010 10:08 | PostAuthorIconScritto da Concetta D'Angelo | PDF | Stampa | E-mail

Sulle passerelle dell’alta moda romana irrompe la moda provocatoria e futuristica di Corrado De Biase, al suo esordio nell’haute couture. Il giovane stilista di Bari, diplomato all’Istituto Europeo di Design di Roma, ha alle spalle un background di 8 anni nel mondo dell’accessorio e della calzatura: ha lavorato al fianco dei direttori creativi di Fendi ed Yves Saint Laurent ed è attualmente primo assistente di John Galliano (anima della maison Christian Dior) per la linea di calzature che porta il suo nome.

Le 20 creazioni presentate a Santo Spirito in Sassia (il complesso monumentale che ospita la kermesse AltaRomAltaModa) sono più simili ad “Iper-accessori” che a semplici abiti; lavorazioni tipiche del mondo della calzatura si intrecciano alla preziosità della couture, tessuti rigidi come il feltro convivono con la leggerezza dell’organza, con risultati del tutto inediti rispetto a ciò che tradizionalmente ci si aspetterebbe dall’alta moda. La contaminazione tra il mondo dell’accessorio, il prêt-à-porter e l’haute couture è una delle cifre stilistiche del designer: “La couture è il laboratorio e la fucina di idee che alimentano il prêt-à-porter. È il mezzo che permette al designer di estremizzare alcuni concetti che devono poi essere tradotti in maniera più semplice in una collezione di prêt-à-porter”.

Il concept della collezione è contenuto nell’espressione See Through, “vedere attraverso”: i tagli geometrici dalla precisione quasi chirurgica lasciano intravedere il corpo in punti strategici e inusuali, ma ciò che lo stilista vuole mettere allo scoperto è soprattutto il processo di costruzione dell’abito, o per meglio dire la “decostruzione” di esso; l’abito è scomposto, smembrato e ricomposto violando di proposito i canoni tradizionali di costruzione di un capo.

De Biase si è ispirato alle linee essenziali di uno stilista simbolo della moda futuristica degli anni’60, Pierre Cardin, famoso per gli abiti geometrici in tessuti sostenuti e le sperimentazioni di materiali innovativi. Alcune gonne ricordano i panier settecenteschi, ma nelle creazioni avanguardistiche di De Biase non c’è spazio per la citazione storica, tutto rientra nella sperimentazione di nuove forme e soluzioni stilistiche che tendono esclusivamente al futuro.

 

 

ALTAROMA: LA RIVOLUZIONE FIRMATA FENDI

PostDateIconLunedì 02 Agosto 2010 08:31 | PostAuthorIconScritto da Concetta D'Angelo | PDF | Stampa | E-mail

AltaRomAltaModa, la kermesse dell’alta moda romana, si veste a nuovo con la neopresidentessa Silvia Venturini Fendi, decisa a rilanciare Roma come piattaforma di una moderna couture.

Accanto alle consuete sfilate dei big, rappresentanti della tradizione sartoriale e dell’opulenza dell’haute couture, diversi eventi collaterali hanno animato la manifestazione puntando sul connubio arte-moda-design.

Due artisti contemporanei incontrano i maggiori couturier italiani: gli specchi di Michelangelo Pistoletto entrano negli storici e impenetrabili atelier della maison Valentino, mentre al Tempio di Adriano l’artista Martux-M con

Ultimo aggiornamento (Giovedì 05 Agosto 2010 13:55)

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ALTAROMA: WHO’S ON NEXT? SFILANO GLI EMERGENTI DEL MADE IN ITALY

PostDateIconGiovedì 05 Agosto 2010 13:54 | PostAuthorIconScritto da Concetta D'angelo | PDF | Stampa | E-mail

Who is on next?, il concorso ideato e realizzato da Altaroma in collaborazione con Vogue Italia, contribuisce anno dopo anno allo scouting di giovani talenti nel campo della moda, confermandosi uno dei momenti più attesi da buyers e stampa internazionale. La sesta edizione ha visto trionfare per il pret a porter lo stilista turco Erkan Coruh, le cui creazioni fondono contemporaneità e spiritualità, per gli accessori ex equo tra Claudio Montias e Jerome C. Rousseau, entrambi specializzati in calzature. Rousseau è anche vincitore della speciale menzione per il designer più cutting-edge da parte della famosa boutique virtuale di moda yoox.com: una preview della collezione primavera/estate 2011 sarà venduta in esclusiva online a partire da settembre in tutto il mondo.

Partner dell’iniziativa Alkantara, che ha messo a disposizione dei giovani creatori i suoi tessuti confortevoli ed innovativi.

Al contest vero e proprio si è affiancato un progetto solidale, Fashion Freedom, in collaborazione con l’International Trade Center e la Coop, che si è impegnata a distribuire le t-shirt dei vincitori (Rosa Clandestino, Erkan Coruh e Elisa Palomino) realizzate da comunità africane secondo i principi del fair labour, per garantire una dignità ai paesi sottosviluppati attraverso il lavoro.

Gli altri finalisti del concorso sono Rosa Clandestino, MSGM, Dmajuscule, Elisa Palomino, Gail Sorronda e Bragia per il pret a porter e Arnoldo&Battois per gli accessori.

Condizione per partecipare al concorso è avere già una produzione avviata e un mercato in Italia, i vincitori ma anche i finalisti hanno a disposizione una vetrina prestigiosa che negli anni ha aiutato a lanciare nomi oggi di primo piano come Aquilano e Rimondi, direttori artistici di Ferrè, Albino, Leit Motiv e tanti altri, protagonisti oggi della mostra Limited/Unlimited organizzata sempre da Altaroma. La Pelanda, sede del museo MACRO FUTURE per le arti contemporanee di Roma, ha ospitato la demi-couture italiana, in un bellissimo allestimento sui nuovi nomi del fashion design italiano, molti dei quali hanno calcato nelle scorse edizioni la passerella di Who is on next?.

 

ph. Salvatore Dragone

Altaroma, sotto la guida della neopresidentessa Silvia Venturini Fendi, si ripropone di dare nuovo smalto alla realtà capitolina, tracciare un ponte d’unione tra l’arte, l’artigianalità e il fashion system e dare l’opportunità ai giovani emergenti di ritagliarsi uno spazio da protagonisti nel mercato della moda.

 

TORMENTONI DELL'ESTATE

PostDateIconLunedì 02 Agosto 2010 08:27 | PostAuthorIconScritto da Cristina Babusci | PDF | Stampa | E-mail

Ogni estate ha i suoi tormentoni, ecco quelli che ci faranno compagnia nella calda estate 2010.

Il premio per il tormentone musicale dell’estate va a Shakira con il suo “Waka Waka”, colonna sonora dei mondiali di calcio 2010.

Per rimanere in tema mondiali non può mancare il vero protagonista delle notti magiche: il polpo Paul, che non ha sbagliato una previsione facendo scatenare l’ira dei tifosi delle nazionali eliminate che hanno proposto di trasformarlo in una gustosa insalata di mare.

Il tormentone amoroso? La scelta è ardua, la coppia Canalis-Cloney

Ultimo aggiornamento (Giovedì 05 Agosto 2010 13:55)

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